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Ricordando una diva: Amy Jade Winehouse

Quando si parla di Amy Jade Winehouse pensiamo subito alla sua turbolenta vita privata fatta di eccessi e stravaganze, tralasciando a volte la cosa più importante che Amy era e sarà per sempre un’artista unica ed inimitabile nel suo genere.

Una sorridente e radiosa Amy Jade Winehouse

Una sorridente e radiosa Amy Jade Winehouse.

Sono passati quattro anni da quando Amy non c’è più, ma il vuoto che ha lasciato in tutti noi è ancora troppo grande per essere colmato.

Frank (2003)

Una Amy diciannovenne posa in uno dei suoi primi servizi fotografici (Febbraio 2003).

L’abbiamo conosciuta nel 2003 quando ha pubblicato il suo album di debutto Frank , ed è stato amore a prima vista. Siamo rimasti senza parole di fronte ad una voce così potente e profonda soprattutto ascoltando i singoli Stronger Than Me  e Take the Box .

Anche se la Winehouse non rimase molto entusiasta del suo primo album, a noi piacque molto e ascoltandolo di nuovo oggi ci rendiamo conto che Amy ha sempre avuto quel qualcosa di speciale.

Back to Black (2006)

La consacrazione di diva arriva nel 2006 con l’uscita del secondo album Back to Black .

Lo sguardo intenso e penetrante di Amy Jade Winehouse

Lo sguardo intenso e penetrante di Amy Jade Winehouse

L’album che ci ha sconvolti per la sua franchezza, che ci ha colpito per la sua profonda dolcezza e che ci ha fatto star male con la struggente e indimenticabile Rehab , con l’angosciosa Back to Black  e soprattutto con la strappalacrime Love is a Losing Game .

Canzoni memorabili che nel 2008 le hanno permesso di vincere 5 Grammy Awards.

Amy ha influenzato tanti artisti

L'Italiana Nina Zilli una delle tante artiste ispirate dalla Winehouse

L’Italiana Nina Zilli una delle tante artiste ispirate dalla Winehouse.

Amy era così unica e originale che molte artiste come Adele, Lana Del Rey, Lady Gaga, Lily Allen e l’Italiana Nina Zilli, giusto per citarne alcune, si sono ispirate sia al suo timbro di voce così particolare che al suo stile inimitabile un po’ retrò che l’ha sempre contraddistinta.

Il prezzo della notorietà

Amy come tante celebrità aveva tutto, aveva il talento, aveva la fama, aveva i soldi e soprattutto aveva l’attenzione smisurata da parte dei media che non le davano un attimo di tregua e la giudicavano ogni momento per qualunque cosa facesse. Tutte queste attenzioni, probabilmente l’hanno resa fragile ed insicura facendola diventare in realtà vittima di un qualcosa di più grande di lei.

Non sappiamo quanto tutto questo abbia influito sulla sua felicità e sul suo stile di vita, e soprattutto non sapremo mai quando i sogni di questa ragazza Britannica si siano tramutati in demoni lasciando il posto all’autodistruzione del successo. Un mondo buio e maledetto che divora le vittime fragili come Amy trascinandole nell’oblio della dipendenza e della depressione.

Sappiamo solo che Amy è un’altra stella bruciata troppo in fretta che rimpiangeremo per sempre.

Il film documentario

Probabilmente quando vedremo il film documentario, Amy: The Girl Behind the Name , sulla vita di Amy proveremo un senso di malinconia e di tristezza che riacutizzerà quel dolore provato quel maledetto 23 luglio 2011 e mai svanito perché Amy Winehouse ci manca ancora moltissimo.

Ci manca la sua straordinaria voce dal tono inconfondibile. Ci mancano le sue canzoni così oneste e brillanti. Ci manca il suo sguardo intenso e penetrante. Ci manca anche perché avremo voluto vederla duettare con la nostra Quinn Archer, di sicuro insieme avrebbero realizzato qualcosa di memorabile.

Amy Winehouse fotografata da Hedi Slimane

Amy Winehouse fotografata da Hedi Slimane.

Ciao Amy, sarai sempre nei nostri cuori!

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